Novembre 2009
|
Un approccio scientifico che tiene anche conto di nuove ricerche, evidenzianti come il paziente in stato vegetativo sia in grado di trasmettere, in risposta a quesiti verbali, "comunicazioni logiche". La complessa realtà riguardante le persone in Stato Vegetativo e in Stato di Minima Coscienza e le loro famiglie non è stata, fino ad oggi, adeguatamente e sistematicamente indagata. I dati epidemiologici sono poco precisi, le prassi organizzative e socio-assistenziali sono disomogenee nelle diverse zone del Paese; le caratteristiche ed i bisogni delle famiglie non sono mai stati indagati su larga scale. La disabilità delle persone in Stato Vegetativo e in Stato di Minima Coscienza non è un problema esclusivo dell’individuo e della sua famiglia, ma un problema collettivo dove l’impegno e lo sforzo delle politiche sociali e sanitarie possono giocare un ruolo fondamentale nel garantire e mantenere un dignitoso livello di salute e, di fatto, una dignità della persona in quanto persona e non in quanto malato. Accanimento terapeutico, proporzionalità delle cure, consenso informato, questione antropologica sono temi di grande rilevanza oggi in Italia. Indietro |
|