Settembre 2004
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L'esclusione dalla costituzione europea del riferimento
alle sue radici cristiane ha alimentato una polemica di
non poco conto. Polemica percepita da molti, purtroppo,
come un problema più di forma che di sostanza, nonostante
i ripetuti richiami del Pontefice, che non si è stancato
di ripetere come un popolo privo di memoria storica sia
incapace di costruire il proprio futuro. La posta in gioco
è chiara. La memoria delle radici cristiane, benchè priva di
forza giuridica, costituirebbe un solido riferimento interpretativo
del testo costituzionale che adesso, invece, chiede di essere
ridefinito nei suoi termini più elementari. A partire dalla
famiglia che, alla luce dei più recenti e sconcertanti orientamenti
di molti governi europei, si vuole ridefinire in aperto contrasto
col diritto naturale ed il bene comune. Per affrontare il tema
abbiamo proposto una serata a più voci, con la presenza di
ospiti qualificati ai quali abbiamo rivolto domande secondo
le rispettive competenze. Col risultato di avere toccato un
ventaglio di argomenti capace di garantire l'interesse di
tutti. A partire da come e quando sia nata l'identità europea,
all'attuale problema del suo allargamento ad est. Dal ruolo-guida
della Francia in quella che il Papa ha definito l'apostasia
silenziosa dell'Europa, al paventato ingresso della Turchia.
Dal funzionamento delle strutture di Bruxelles alla
necessità, per i cattolici, di costituirsi da ora in avanti
in gruppi di pressione capaci di condizionarne gli orientamenti
e le decisioni.
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