Ottobre 2003



10 Ottobre 2003
Padre Piero Gheddo, sacerdote del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) da cinquant'anni, giornalista, direttore della rivista Mondo e Missione e Italia Missionaria, fondatore dell'agenzia di informazioni Asia News nonché autore di oltre cinquanta libri sulle missioni e sulla loro storia, dal 1994 dirige l'Ufficio storico del PIME.
È praticamente l'unico sacerdote al mondo ad avere visitato tutte le missioni cattoliche del pianeta per cui - in forza di questa sua esperienza straordinaria - lo abbiamo invitato a condurre una riflessione sul tema dell'evangelizzazione, partendo dal suo ultimo sforzo editoriale.
La sua analisi getta nuova luce su una dimensione quale quella missionaria, troppo spesso fraintesa, quando non addirittura oggetto di scontro fra due opposti modi di intendere l'azione evangelizzatrice della Chiesa nel mondo. Un'azione che non vuole identificarsi nell'ennesima ricetta - quella cattolica - per risolvere problemi e tensioni nel Terzo Mondo, quanto piuttosto nella massima espressione di carità che deriva dalla coscienza del fatto che solo in Gesù Cristo c'è salvezza per l'uomo (cfr. Dominus Iesus). Per questo il missionario è impegnato in quell'opera di promozione umana che deve anticipare, preparare e testimoniare l'annuncio della Buona Novella. Se ci dimentica che il fine è l'annuncio, cui seguirà la vera e propria catechesi fino alla nascita o allo sviluppo della Chiesa autoctona, si appanna e viene meno l'identità stessa del missionario, che oggi è più simile in troppi casi a quella dell'operatore sociale o del filantropo, che non a quella dell'apostolo di Gesù Cristo.

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