Novembre 2003
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Nel corso del ventesimo secolo la comunicazione si è
progressivamente
imposta quale autentica protagonista delle vicende umane. Radio,
telefono, televisione, internet hanno cambiato la vita di
ciascun uomo annullando distanze, abbattendo barriere,
stravolgendo i modi di relazionare, di conoscere, di lavorare.
In un contesto di questo tipo la qualità della comunicazione è
divenuta essenziale. Talmente essenziale che - di fatto - il
controllo degli strumento di comunicazione di essa garantisce
quello della politica e dell'economia. Di più. Il controllo
mass-mediatico è anche lo strumento col quale si può
condizionare gli atteggiamenti, cambiare i gusti, persino
alterare il senso comune e influenzare la cultura. Il dott.
Paolo Pugni, specialista dell'argomento, ci ha aiutato a fare
chiarezza. Prima di tutto ponendo un legame tra il mondo della
comunicazione e la verità. In un mondo dove relazionare è
sempre
più questione di immagine e di apparenza, dove il sentire si ferma
spesso alla sfera emozionale, dove il piacere è il criterio che
normalmente orienta le scelte della persona, in questo contesto
il bello, il giusto e il buono si relazionano sempre meno al vero.
E' quindi compito di tutti, a cominciare dalla famiglia, porre le
basi di una buona comunicazione, fatta di rispetto per la verità,
di autentica espressione di sé, di utilizzo limitato e intelligente
degli strumenti mediatici presenti in casa, memori del fatto che
l'uomo è chiamato a servirsi di loro, non a servirli.
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