Novembre 2003



14 Novembre 2003
Nel corso del ventesimo secolo la comunicazione si è progressivamente imposta quale autentica protagonista delle vicende umane. Radio, telefono, televisione, internet hanno cambiato la vita di ciascun uomo annullando distanze, abbattendo barriere, stravolgendo i modi di relazionare, di conoscere, di lavorare. In un contesto di questo tipo la qualità della comunicazione è divenuta essenziale. Talmente essenziale che - di fatto - il controllo degli strumento di comunicazione di essa garantisce quello della politica e dell'economia. Di più. Il controllo mass-mediatico è anche lo strumento col quale si può condizionare gli atteggiamenti, cambiare i gusti, persino alterare il senso comune e influenzare la cultura. Il dott. Paolo Pugni, specialista dell'argomento, ci ha aiutato a fare chiarezza. Prima di tutto ponendo un legame tra il mondo della comunicazione e la verità. In un mondo dove relazionare è sempre più questione di immagine e di apparenza, dove il sentire si ferma spesso alla sfera emozionale, dove il piacere è il criterio che normalmente orienta le scelte della persona, in questo contesto il bello, il giusto e il buono si relazionano sempre meno al vero. E' quindi compito di tutti, a cominciare dalla famiglia, porre le basi di una buona comunicazione, fatta di rispetto per la verità, di autentica espressione di sé, di utilizzo limitato e intelligente degli strumenti mediatici presenti in casa, memori del fatto che l'uomo è chiamato a servirsi di loro, non a servirli.

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