Dicembre 2003



4 Dicembre 2003
Nella recente esortazione apostolica Ecclesia in Europa (San Pietro, 28.06.2003) Giovanni Paolo II sottolinea il legame che c'è - in ciascun uomo - tra lo smarrimento della memoria storica e la paura nell'affrontare il futuro. Nel capitolo significativamente intitolato: L'offuscamento della speranza, il Papa descrive lo scenario di popoli - quelli europei - che hanno perso per strada la coscienza delle proprie radici culturali e spirituali e che si trovano adesso, drammaticamente, ad avere del futuro più paura che desiderio. E' un'espressione forte, che tuttavia descrive bene lo stato d'animo dell'uomo contemporaneo e si riflette nelle sue scelte di vita, dove si registra una crescente fatica se non un esplicito rifiuto nell'apertura alla vita. Di qui il problema emblematicamente denunciato dal titolo della serata, per affrontare il quale abbiamo invitato Umberto Folena, consulente della C.E.I. per le problematiche familiari e noto al più vasto pubblico in qualità di giornalista del quotidiano cattolico Avvenire. Con il suo aiuto si è sviluppata una riflessione che ha contribuito fare chiarezza, soprattutto in ordine ad atteggiamenti e luoghi comuni ormai profondamente penetrati nel senso comune, che vedono nell'uomo più un consumatore di risorse che non la prima e la più importante fra le risorse, che individuano nel figlio più un problema da risolvere che un dono da accogliere. Atteggiamenti che minano alla radice il desiderio di costruire un futuro e la speranza che questo possa essere, perché no!, bello.

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