Novembre 2002



15 Novembre 2002
L'accelerazione che la caduta del comunismo ha dato allo sviluppo dei rapporti est-ovest ha finito col coinvolgere anche la Chiesa, ferita da una divisione millenaria che le impedisce - usando un'espressione di Giovanni Paolo II - di respirare con entrambi i polmoni. Diffidenze ed incomprensioni, accompagnate da un persistente clima di sospetto, hanno minato sin dall'inizio i tentativi di dialogo avviati con la più consistente tra le autorità ortodosse: il patriarcato di Mosca. Tanto da dare un'immagine dell'ecumenismo - cioè lo sforzo teso a ricomporre l'unità in seno alla Chiesa - simile ad una vertenza sindacale, dove l'obiettivo da raggiungere non esiste in partenza ma viene costruito nel tempo con la trattativa, intesa come sommatoria di compromessi.
Il Papa ci ricorda che in realtà i cristiani nulla devono creare. L'unità della Chiesa esiste già: è il dono che Gesù le ha fatto sin dall'inizio della sua storia. I cristiani devono solo dare a questa unità una piena espressione storica e teologica, senza pensare di creare ciò che solo Cristo ha potuto creare e che l'uomo - per sua colpa - ha rovinato. In questa direzione un provvidenziale aiuto giunge dai martiri del '900: laici e sacerdoti, uomini e donne, tanto cattolici quanto ortodossi, che nella sofferenza hanno costruito solidarietà e fratellanza reale, là dove nella vita civile regnavano incomprensioni e divisioni. Chissà mai che forse, là dove hanno fallito i teologi, possano riuscire loro?

Indietro
Locandina


©2002 - Centro Culturale Camporicco