Marzo 2002



15 Marzo 2002
Da sempre la Sindone ha attirato con il suo fascino credenti e non credenti, scettici e uomini di fede. Comunque ci si ponga di fronte a questo oggetto misterioso non esiste una risposta capace di giustificarne l'esistenza e qualsiasi tentativo di darne una lettura logico-razionale ha dovuto irrimediabilmente naufragare.
Ciò su cui la prof.ssa Marinelli ha contribuito a fare chiarezza è la posta in gioco, la cui comprensione getta luce sull'accanimento con cui da più partì si è insistito nel tempo a negarne l'autenticità. In realtà infatti la posta in gioco non riguarda tanto la possibilità, per l'uomo di fede, di avere una reliquia in più o in meno da venerare, per quanto questa possa essere importante. Non è la fede infatti a essere messa in discussione dalla autenticità o meno del sacro lenzuolo.
Il problema è ben diverso: si tratta del valore apologetico della Sindone, vale a dire la testimonianza inconfutabile - nel caso della sua autenticità - della storicità dei Vangeli, che hanno consegnato alla Chiesa non tanto il Cristo della fede (cioè una figura mitizzata e irreale), quanto piuttosto il Cristo della storia. È quindi l'attendibilità della narrazione evangelica a essere messa in discussione, della cui storicità la Sindone è testimone sconcertante.

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