Giugno 2001



14 Giugno 2001
Da sempre i cardini dela dottrina sociale cattolica sono stati efficacemente descritti dai principi di moralità, di sussidiarietà e di solidarietà. Si tratta di principi, ognuno dei quali viene illuminato e trova piena attuazione in riferimento agli altri. Vale a dire che non esiste — per esempio — autentica solidarietà se questa non è al tempo stesso radicata in un solido contesto morale e non è rispettosa della legittima autonomia delle persone, delle famiglie e della società nei confronti dello stato. È questo il caso del commercio equo e solidale, realtà per lo più sconosciuta nonostante la sua nascita in Europa nel secondo dopoguerra e malgrado la sua più che decennale presenza in Italia. Fare luce sulla storia, sugli sviluppi, sulle motivazioni ideali, sulle prospettive e sugli obiettivi che si propone il commercio equo e solidale è stato lo scopo della serata, per la quale ci siamo avvalsi dell'aiuto di Marco Grassi, esponente di una delle molte realtà che concorrono ad alimentare quello che — da semplice rigagnolo nel "mare magno" del volontariato — ambisce a diventare una vera e propria alternativa alla mondializzazione in atto.
Locandina1

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